| Vignale - Castellazzo Bormida |
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Sulla via di Genova
Partenza dalla via Massimo D’Azelio, tenendo alla propria sinistra la chiesa della Addolorata ed l’attiguo monumento ai caduti (vi sono riprodotte anche le trincee della prima guerra mondiale), Girare subito a SX sulla SP68. Dopo pochi metri, all’altezza del cartello “Regione Pasco” imboccare la sterrata a DX. Si tratta della strada Intersenga, ma l’unica tabella con tale nome si trova nel punto in cui essa finisce. A 500 metri dalla partenza si trova un bivio di sterrate. Non andare a DX ma proseguire in salita. Dopo altri 150 metri, all’altezza di un impianto di depurazione, girare a DX. Da questo punto e per alcuni chilometri ci sono dei segnali bianchi/rossi di sentiero.
Dal chilometro 1,25 al 1,65 la strada è asfaltata ma piuttosto ripida; dopo ritorna ad essere sterrata. Al chilometro 2,25 si incrocia (stop) una strada trafficata (SP50). A SX è visibile una rotatoria ed a DX un’officina meccanica. Attraversare e proseguire su sterrata. Dopo un centinaio di metri la sterrata finisce (stop) ed occorre svoltare a SX su asfalto. Al chilometro 2,5 c’è un incrocio. A DX si sale ad Altavilla, a Sx si entra nella rotatoria vista prima. Davanti a noi c’è il “museo dei Tranways”. Proseguire dritto in direzione Montemagno.
Dopo un chilometro di provinciale svoltare a SX seguendo le indicazioni per Franchini. Si tratta di una provinciale piuttosto ondulata, ma con pochissimo traffico. Al chilometro 4,30 si trova il bivio per Casazze: ignorare e procedere dritto. Al chilometro 5,5 inizia Franchini (pilone votivo color rosa, dedicato a S. Antonio). Al chilometro 6,2 c’è una croce in legno ed il bivio (a SX) per Franchini. Proseguire dritto. In pratica giriamo attorno al paese, ma non ci sono alternative. Si costeggia il cimitero.
Al chilometro 6,8 (a DX c’è una cascina) la provinciale piega a DX, girare invece a SX in salita sulla strada asfaltata, che in questo incrocio ha uno stop.
Al chilometro 8,50 la strada asfaltata (strada Costarossa) piega a SX, proseguire invece dritto sulla sterrata verso San Giovanni. Al chilometro 9,6 la sterrata confluisce in una asfaltata, che entra in Nani. Si tratta di una piccolissima frazione, alla cui fine la strada riprende ad essere sterrata. Al chilometro 11 c’è un bivio verso una cascina: ignorare. Poco dopo sulla SX c’è la sbarra di ingresso di un campo da golf. Dopo circa un chilometro, la sterrata finisce ad angolo retto in un’altra sterrata. Girare a SX; l’autostrada è vicina e si intravede il traffico automobilistico. Proseguire sempre in direzione del cavalcavia sull’autostrada, situato al chilometro 14.
Proseguire sulla sterrata. Al chilometro 15,5 (tralicci dell’alta tensione) si incontrano le prime case di Felizzano. La sterrata si chiama ora strada dei Boschi). Dopo 250 metri si incrocia ed attraversa la S10e. La strada dei Boschi termina in via Monferrato; girare a DX; poi a SX in via Seliconi; poi a DX, costeggiando) la chiesa (via Platone); a SX verso la piazza del municipio (piazza Paolo Ercole) e subito a SX nella via principale (via Paolo Ercole). Dopo poco girare a DX nello stretto vicolo in discesa tenente Zailli, che diventa una scalinata e finisce nella via Stazione.
Proseguire diritto fino alla linea ferroviaria. Siamo al chilometro 17.
Siamo a circa metà tappa: è consigliabile una pausa di riposo, perché mancano ancora 15 chilometri a Castellazzo Bormida. Con l’occasione facciamo ripartire il conto dei chilometri da zero. Si percorre la strada che dal centro di Felizzano raggiunge la stazione ferroviaria. Km. 0 Si lascia la stazione alla propria DX e ci si avvia verso SX in direzione del sottopasso, superato il quale si arriva ad una grossa rotatoria dove ci si deve immettere sulla provinciale per Oviglio. Si attraversa il fiume Tanaro su un ponte dotato di uno stretto passaggio pedonale protetto. Occorre percorrere quasi un chilometro lungo una strada abbastanza trafficata. Ad un certo punto si può girare a SX verso i campi. La sterrata corrispondente sull’altro lato della provinciale conduce ad alcune cascine. Si incontra dopo circa 300 metri un sentiero che procede parallelo alla strada principale e si gira a DX. Km. 2 si costeggia una cascina con muri in mattoni non intonacati. Proseguire dritto.
Km. 3 si sbuca sulla provinciale all’altezza della casa di strada Rebaude n. 9 ed in prossimità del vialetto di accesso al castello omonimo. Girare a SX usufruendo della sterrata, un poco più bassa, che costeggia la provinciale. All’altezza del rio occorre risalire sullo stradone (curvone a DX). Km. 3,3 imboccare la sterrata sulla SX. Km. 4 all’incrocio con la sterrata che conduce alla “Cascina Bruciata” proseguire dritto anche se il sentiero diventa piuttosto rustico. Poco dopo la cava c’è un laghetto cintato, alla cui fine del quale occorre girare a DX su asfalto. La strada è piuttosto larga ma assolutamente non trafficata e conduce in direzione del cimitero di Oviglio. Km. 6 la strada (che adesso si chiama strada Rotto) termina tra due fabbriche nei pressi del cimitero. Occorre girare a Sx verso il centro del paese. I pratica ci si immette nella provinciale, che diventa via Vittorio Emanuele II. Si va sempre dritto fino a piazza Vittorio Veneto, nella zona della chiesa e del castello.
Dopo un giro attorno a questi edifici si giunge in piazza Roma (monumento ai caduti) e ci si dirige verso l’argine del fiume Belbo.
Km. 7,2 ponte sul Belbo e poco dopo girare a Sx in direzione Cristo, Alessandria e stazione ferroviaria. Giunti alla stazione (praticamente abbandonata) girare a SX e costeggiare la ferrovia tenendola alla nostra DX. Km. 7,8 stradella a Dx lungo ferrovia. Si costeggia una fabbrica di sfarinati/mangimi tenendoci sempre lungo la ferrovia. Km. 8,5 il sentiero termina, o meglio è fagocitato da un campo coltivato. Occorre salire sulla massicciata, attraversare i binari e tenersi sul lato destro per poche decine di metri. Fare attenzione che non passi qualche treno, cosa assai improbabile. Dopo il ponticello su un rio si possono riattraversare i binari e scendere dalla massicciata perché riappare il sentiero che man mano diventa più battuto e largo. Km. 9,2 passaggio a livello accanto ad un casello abbandonato: procedere lungo la ferrovia senza attraversarla.
Km. 9,7 il percorso del sentiero si discosta da quello dei binari. Km. 10 al bivio tenersi a DX.
Km. 11,6 la strada diventa asfaltata e comincia l’abitato di Cantalupo. Km12 passaggio a livello. Dopo 500 metri troviamo uno slargo e l’incrocio con la statale 30 (la strada dalla quale proveniamo si chiama Rampina-Gioia). A Cantalupo è possibile usufruire (procurarsi orari) di treni (o per essere precisi pullman sostitutivi) per Alessandria dove c’è l’Ostello della Gioventù e molte altre possibilità di alloggio. Comunque a Castellazzo c’è un albergo (davanti al santuario della Madonna della Creta). Attraversiamo la provinciale e proseguiamo su sterrata fino al ponte sul Bormida ed innesto a SX sulla SP181 per Castellazzo. Procedere con molta attenzione perché non ci sono quasi banchine e la carreggiata non è molto larga. Km. 13,5 imboccare la sterrata verso sinistra per procedere parallelamente alla provinciale in direzione dei campanili di Castellazzo. Andare sempre dritto. Dopo poco più di un chilometro la via Mulino Vecchio (come adesso si chiama la nostra stradella) sbuca sul fianco del santuario della Madonna della Creta (madonnina dei centauri).
Km. 15 siamo al centro di Castellazzo Bormida. Se ci fossero problemi di alloggiamento, Alessandria è ad un quarto d’ora di pullman.
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