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Storia della via Francigena a Moncalieri
La via francigena attraverso Testona e Moncalieri

Nei secoli dodicesimo e tredicesimo Testona e successivamente Moncalieri furono tappa importante di passaggio per chi, provenendo dalla Francia attraverso la valle di Susa, si dirigeva verso la pianura padana, l’Appennino tosco emiliano ed il centro Italia.

 

 

Ciò fu facilitato dal ponte sul Po e dalle strutture di accoglienza operanti in questi comuni. Nel corso degli anni comunque il flusso di viaggiatori e pellegrini cambiava percorso e punti tappa, subendo l’influenza dello stato delle strade, dei ponti, delle guerre locali e della fama di buona o cattiva propensione all’accoglienza degli abitanti del luogo. Di seguito sono riportati (in blu e fra virgolette) alcuni cenni storici su Testona e Moncalieri  e sul loro ruolo nei pellegrinaggi verso Roma, contenuti nel sito del GAT (Gruppo Archeologico Torinese).

 

 

 

"Il 1193 segnò l'inizio per Testona di un periodo di rigida sottomissione al vescovo, in contrasto con la condiscendenza dimostrata nei confronti di Chieri. Sembra quasi che il vescovo, Arduino di Valperga, non intendesse più sprecare energie per una battaglia ormai perduta, ma preferisse rafforzarsi a Testona.
Riappropriatosi con le armi dei diritti sul castrum testonese, ceduti alcuni anni prima ai signori di Piossasco, Arduino si preoccupò del potenziamento delle strutture del luogo, affidando al comune di Torino la disponibilità militare del castello e l'esenzione dal pedaggio di Testona e ai Templari (1196) la ricostruzione e la manutenzione dell'importante ponte sul Po sul tracciato stradale Asti-Torino.”
“Pochi anni più tardi (1204) i tre comuni collinari (Chieri, Testona, Torino) si riunirono in un patto di unione e pacificazione in cui giurarono una reciproca alleanza, il diritto di abitacolo in ognuno dei tre centri, l'elezione di un unico podestà. Nonostante il contenuto sembri denotare una sostanziale parità fra i contraenti, due clausole ci informano sulla volontà di Chieri e Torino di porre Testona in condizione di inferiorità. Si stabilisce infatti che i testonesi dovranno distruggere il casteletum novum e che l'alleanza sarà valida solo se i Testonesi continueranno a giurare fedeltà al vescovo.  Chieri e Torino sembrano quindi voler soffocare, con questa fittizia alleanza, le tendenze autonomistiche e la politica di espansione territoriale di un pericoloso concorrente.”

 

 

 

 

Il comune di Testona, avendo come centro dei propri interessi il ponte sul fiume Po, aveva già da tempo iniziato la costruzione di un nucleo abitativo nei pressi di quest’ultimo.

 

 

 

 

"Risale al 1196 la donazione da parte del vescovo di Torino Arduino di Valperga ai Templari della magione di Sant'Egidio presso il ponte di Testona, con l'obbligo di ricostruirlo e riaprirlo al traffico .Lo stanziamento favorì il sorgere di un nuovo nucleo di abitazioni presso il ponte sul Po, i cui residenti, in prevalenza artigiani e mercanti, sarebbero stati attratti dalla favorevole posizione del sito, di per sé adatto allo sviluppo di attività commerciali, e dalle particolari condizioni di esenzione da qualsiasi giurisdizione laica ed ecclesiastica di cui l'ordine templare godeva, e quindi allo status privilegiato in cui venivano a trovarsi i suoi locatari, esenti anche dal pagamento dei pedaggi sulle vie di transito. I Torinesi e gli alleati della Lega Lombarda diedero decisivo impulso al nuovo insediamento di Moncalieri, perché in posizione più elevata e sicura e, al tempo stesso, strategicamente meglio disposto. Al 1230 risalgono l'ultimo atto conosciuto del comune di Testona nonché il primo del nuovo comune, rogato l'11 novembre di quell'anno "in porticu comunis Montiscalerii."

Come descritto più sopra, la via Francigena non si poteva identificare in un’unica strada ma in un fascio di percorsi alternativi, che portavano verso le principali tappe conosciute. In Piemonte  la tappa francigena più importante era Vercelli, ma anche Chieri e Moncalieri godevano di una discreta fama.

"Il Piemonte è stato un vero crocevia per i pellegrini d'Europa; le sue strade erano battute da eserciti che usavano i passi alpini; vi transitavano i mercanti italiani, diretti verso le fiere transalpine o verso i porti marittimi, e spesso quei mercanti erano piemontesi, in particolare Astigiani e Chieresi.
Lungo questi percorsi, una fitta rete di fondazioni religioso-militari ricopriva tutta l'Europa. Erano complessi autosufficienti difesi da mura, comprendenti il convento con torri di vedetta, la cappella, l'infermeria, la foresteria, la scuderia, la selleria, l'armeria, la fucina, i magazzini per conservare le derrate alimentari e il cimitero.
Tali fondazioni sorgevano in punti strategici di notevole rilevanza: sui valichi, presso i guadi dei torrenti, lungo i fiumi. Nelle città, le precettorie erano situate fuori le porte o al loro interno, ma rasenti le mura. In alcune abbazie subalpine (San Michele della Chiusa, Novalesa, Fruttuaria) avevano modo di incontrarsi i monaci che erano i maggiori intellettuali del Medioevo.
Il percorso principale della Via Francigena, che proveniva dalla Valle d'Aosta, attraversava il Po a Piacenza, dove si congiungeva con la grande arteria che proveniva dal passo del Moncenisio o dal passo del Monginevro, detta via "delle Gallie" o "Romea" o anche "Francesca" o "Francigena" anch'essa (attraversava Tortona, Alessandria, Asti, arrivava a Chieri e da qui proseguiva per Torino e la Valle di Susa). In questo tratto i documenti segnalano un gran numero di Case Templari."


I pellegrini provenienti dal centro e dal nord Europa giungevano a Vercelli attraversando il passo del Gran San Bernardo e la Val d’Aosta. Quelli provenienti dalla Francia attraverso la Val di Susa, probabilmente dopo aver ricevuto conforto ed accoglienza presso la antica abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, si inoltravano nella pianura padana in direzione est o sud-est.

"La strada, che scendeva dalla Valle di Susa, arrivava a Rivoli, dove si divideva in due rami:

- uno diretto a Torino (da qui ci si poteva collegare al percorso che scendeva dalla Valle d'Aosta verso Vercelli, oppure, scavalcando la collina di Torino, si poteva scendere a Chieri),

- uno, più a sud, perveniva a Chieri, attraverso Moncalieri e Testona, senza necessariamente passare per Torino.

- La Via Francigena, oltre che nel fondovalle, attraverso Moncalieri e Testona, più caro ai Romani, percorreva pertanto anche la zona collinare con percorsi alternativi, in quanto quello della via Fulvia spesso era paludoso ed insidioso."

Storicamente anche il transito e la morte a Moncalieri del principe Bernardo di Baden, che dalla Liguria stava tornando in Germania, costituisce un’altra prova di quanto questa località fosse conosciuta ed frequentata dai viaggiatori (pellegrini e non) del medio evo.

 

 

 

 

 

 
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