Home Bernardo di Baden Da Moncalieri a Baden ... a piedi !!
Da MONCALIERI a BADEN BADEN …. a piedi !!!

CERTAMENTE NESSUNO AVREBBE POTUTO CELEBRARE IN MODO MIGLIORE LA CONCLUSIONE DELL'ANNO GIUBILARE DI BERNARDO DI BADEN!
DARIO CIMBERLE (ACCOMPAGNATO DAGLI AMICI DARIO MARCENTA E CARMELO MAZZONE) HA IMMAGINATO E REALIZZATO QUESTA SPLENDIDA AVVENTURA:
"A PIEDI PER OLTRE 800 CHILOMETRI NEL CUORE DELLA VECCHIA EUROPA".
HANNO SFRUTTATO ALL'INIZIO LA VIA FRANCIGENA PER POI TRACCIARE NUOVI PERCORSI PEDONABILI TRA I MONTI DELLA SVIZZERA E LUNGO IL FIUME RENO.
UN PARTICOLARE APPREZZAMENTO MERITA LA SCELTA (DURISSIMA DA RISPETTARE) DI CERCARE ED ACCETTARE ESSENZIALMENTE OSPITALITA' "ECONOMICA", ADATTANDOSI
A TUTTE LE SITUAZIONI,
COME GLI ANTICHI JACQUOTS.

Dario Marcenta, Carmelo Mazzone, Dario Cimberle

 

Per chi non mi conoscesse o non mi avesse visto gironzolare a piedi per Moncalieri con uno zaino in spalla, mi presento. Mi chiamo Dario Cimberle ho quasi 59 anni, sono sposato e padre di Marco, abito a Moncalieri da più di 35 anni e da qualche anno dopo che sono andato in pensione dalla Ilte, oltre all’attività di istruttore subacqueo, mi sono dedicato alle grandi camminate sulle lunghe distanze.

 

In passato sono andato in Spagna, dove ho percorso già due volte l’ormai noto “Cammino di Santiago di Compostela”, mentre lo scorso anno essendo anche un Alpino, sono partito da Moncalieri per andare all’Adunata Nazionale a Bassano del Grappa.

 

 

L’idea del Cammino di quest’anno invece mi era nata durante il concerto dedicato al Beato Bernardo, in occasione della sua festa qui a Moncalieri lo scorso anno. Idea che poi si è realizzata come un vero e proprio pellegrinaggio, per chiudere il 550° anno dalla morte del Beato; una specie di conclusione spirituale del suo viaggio di ritorno verso la sua città natale, percorrendo le strade che ai suoi tempi percorrevano pellegrini, mercanti e soldati, poveri e ricchi, nobili e gente comune.

 

 

Siamo dunque partiti io e i miei compagni di viaggio, Carmelo Mazzone e Dario Marcenta da piazza Baden Baden, il 16 giugno scorso e attraversando Torino lungo il Parco delle Vallere, il Valentino e pernottando per la prima notte presso la Parrocchia del SS Rosario di Chivasso, abbiamo proseguito poi per Ivrea, e quindi entrati in Val d’Aosta la Parrocchia di Donnas e i frati cappuccini di Chatillon ci hanno dato ospitalità.




Dopo aver fatto tappa ad Aosta le difficoltà della salita verso il Passo del Gran S.Bernardo, poi attraversato sotto una fitta nevicata e temperatura vicina allo zero, è stata mitigata da una sosta presso le strutture della Casa Alpina del S.Cuore di Etrouble, tenuto dalle suore salesiane. A questo punto siamo rimasti in due in quanto Dario Marcenta per impegni di assistenza ai nipotini è tornato un poco a malincuore a casa.

 




Siamo arrivati quindi in Svizzera dove abbiamo seguito quei sentieri della via Francigena che i pellegrini già nel lontano Medio Evo percorrevano provenendo dall’Inghilterra e dal centro Europa, per raggiungere Roma. E così via, per pascoli verdi e valli dai ruscelli cristallini, boschi fitti che lasciavano trasparire i raggi del sole e colline coltivate; tutto in un ambiente tranquillo, pulito ed ordinato che portava alla meditazione e al silenzio, coadiuvato anche dal fatto che la fatica imponeva un ritmo calmo e pacato.

 


Con qualche difficoltà ambientale dovute ad alcune giornate di pioggia che ci avevano bagnato “fino all’osso”, siamo arrivati a Losanna punto di incontro di antiche ma ancora attuali vie di pellegrinaggi da e verso Santiago di Compostela. L’ospitalità sia delle case religiose, sia delle case in cui i proprietari ci mettevano a disposizione una delle loro stanze e la loro tavola, continuava ad essere molto sentita, anche per la curiosità per le motivazioni di questo nostro viaggio. Anche le Missioni Cattoliche Italiane ci hanno accolto e rifocillato, facendoci riflettere quanto l’istituzione delle Missioni non sia presente soltanto in Africa, in America Latina e in Asia,  ma anche in un paese turistico ed economicamente avanzato come la Svizzera, in cui i nostri emigrati vecchi e nuovi, ritrovano quell’assistenza spirituale che avevano lasciato nei loro paesi natii,  per la maggior parte dell’Italia meridionale.

Lasciate alle spalle le montagne ora ci attendeva la monotonia, ma ugualmente fantastica per il suo ambiente circostante, del lungo Reno che un poco sulla riva francese un poco su quella tedesca, ci avrebbe portato vicino alla meta.



Lo spirito di adattamento ci ha aiutato sia nelle notti passate a dormire all’aperto o nelle stalle sulla paglia, sia al momento dei pasti quando con nostalgia si pensava ai nostri succulenti piatti di spaghetti. Ma come ho detto la mèta si avvicinava e quindi ogni mattina sotto le vesciche ai piedi, pian piano sembrava che germogliassero delle piccole ali e la stanchezza fisica sembrava scomparire come il peso dello zaino.


A due giorni dall’arrivo e precisamente domenica 12 luglio, in territorio ormai tedesco, abbiamo fatto il nostro “particolare e personale incontro” con il Beato Bernardo. Sapevamo che a Baden Baden non ci sarebbe stata nessuna manifestazione come qui a Moncalieri e quindi l’episodio ci ha caricato di moltissime emozioni. All’ingresso di un piccolo paese a 50 chilometri da Baden (Fautenbach) abbiamo notato che un piccolo corteo si stava avvicinando per la via principale. Grande fu la nostra sorpresa quando vedemmo dietro ad una schiera di cavalli, uno stendardo con l’effige del Beato Bernardo, che precedeva una piccola fila di chierichetti ed alcuni sacerdoti, uno dei quali teneva alto un reliquiario del Beato. -“Bernardo sapendo che nella sua città natale non avrebbe potuto farci accoglienza, ci era venuto incontro per darci il benvenuto in quelle che erano state le sue terre”.



Siamo stati invitati ad entrare nel corteo della processione e in seguito festeggiati e coccolati come autentiche personalità. Ci è stato fatto omaggio di un mazzo di fiori di campo e con grande semplicità ci hanno augurato una buona continuazione e conclusione di viaggio con un grande ringraziamento per quanto avevamo fatto.


 

Il nostro obiettivo a questo punto lo avevamo raggiunto, avevamo spiritualmente congiunto lo spirito del Beato Bernardo morto a Moncalieri 550 anni fa, con la sua terra e le sue genti, percorrendo le strade e sentieri su cui era transitato  probabilmente anche lui, osservando gli stessi panorami, e attraversando gli stessi boschi e ruscelli. L’idea di questo pellegrinaggio un poco atipico e nuovo, si era realizzata con un’impresa dura sotto l’aspetto fisico, ma nello stesso tempo anche molto spirituale. I momenti di solitudine e di colloquio interiore, durante tutti i  chilometri percorsi, sono stati tanti, nonostante la presenza di un compagno di viaggio,  perché trascorrendo così tante ore immersi nella natura, lo spirito non poteva che estraniarsi dalle cose terrene e rivolgersi a qualcosa di esterno e superiore, di cui molto spesso ci dimentichiamo nella quotidianità della vita odierna.

Giunti a Baden Baden il 13 luglio, siamo stati ospitati per il pernottamento presso il convento di clausura delle Suore Circestensi di Lichtenthal e a sera siamo stati ospitati per un’ottima e abbondante cena a casa della gentilissima signora Elisabeth Serr, moglie del direttore della Corale che si era esibita qui a Moncalieri.

 


Il giorno dopo siamo stati ricevuti dalle autorità politiche della città, nella persona del sindaco Gerstner, che ci ha trattati come veri ambasciatori, con doni e riconoscimenti, ed interviste del Pressprecher Herr Roland Seiter.

Non da meno è stato l’incontro con Padre Thomas, parroco della Parrocchia del Beato Bernardo a Baden Baden, che ha voluto celebrare per noi e solo per noi, una messa particolare presso la Bernharduskapelle immersa nel bosco ai piedi dei ruderi (Alten-Schloss) di quello che era stato il castello natale del Beato.

 


Qualche ora dopo la funzione siamo ripartiti verso l’Italia ; il mio compagno in treno e io in macchina con i miei familiari che erano venuti a prendermi, attraversando a ritroso quei luoghi che mi erano stati da sfondo per tanti giorni, guardando ormai da lontano e velocemente, quei sentieri su cui avevo sudato e in parte sofferto, cercando di carpire ancora qualche immagine di quegli stupendi panorami che anche Bernardo aveva osservato per l’ultima volta, partendo dalle sue terre per venire poi a morire in un paese per lui straniero.

Abbiamo percorso 810 chilometri di sentieri e mulattiere, strade deserte e trafficate, sotto il sole ardente e sotto la pioggia battente, attraversato ponticelli di legno su ruscelli scroscianti nei boschi e ponti in cemento su fiumi che segnavano i confini di nazioni un tempo in conflitto tra loro, facendo in 28 giorni un giro di quell’Europa che ai suoi tempi Bernardo non poteva neanche immaginare, anche se nel suo spirito poteva auspicare.

Abbiamo conosciuto tante persone, religiose e laiche,  che ci hanno accolto nelle loro case, nonostante non ci conoscessero e bussassimo per la prima volta alla loro porta alla ricerca di qualche ora di riposo, dandoci prova di grande ospitalità e carità.

 

Questo è quanto mi è venuto da raccontare su questo nostro particolare pellegrinaggio, che spero come è nello spirito di tutti i pionieri, possa essere percorso da qualcun altro ora che la via è tracciata.

 

 

Ringraziamo la Parrocchia del Beato Bernardo nella persona di Don Roberto per gli utilissimi contatti a Baden Baden che ci ha dato prima della partenza e delle preghiere che sicuramente avrà detto perché questa nostra piccola avventura terminasse nel migliore dei modi.

 

Grazie

Dario Cimberle e Carmelo Mazzone

Dario Cimberle e Carmelo Mazzone con il sindaco di Baden Baden

Guarda l'articolo (in tedesco)
sul sito della città di Baden Baden

 
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