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Il cammino Portoghese 2008
Tratto Galliego (percorso nel febbraio 2008 da cinque pellegrini italiani)


A Santiago de Compostela confluiscono, attraversando  la Galizia, il Camino Frances (quello più conosciuto e frequentato), il Camino de Forsagrada, la Via de la Plata, il Camino del Norte, il Camino Ingles, il Camino de Fisterrra, la Ruta del Mar ed il Cammino Portoghese.

Quest’ultimo, dopo aver attraversato buona parte del Portogallo, entra in Galizia (Spagna) con l’attraversamento del fiume Miño presso l’abitato di Tui.

Il percorso si dipana parallelamente all’oceano Atlantico sfiorando tre grandi estuari (rias). Si tratta di zone molto caratteristiche e con un clima invernale piuttosto mite, anche se con piovaschi intermittenti e vento.

Ogni anno, da oltre dieci secoli,  migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, principalmente da Portogallo e Brasile, marciano in direzione nord verso la tomba dell’apostolo Giacomo.

La costa atlantica della Galizia è caratterizzata da panorami in cui predomina il verde dell’erba, che arriva fino alle spiagge ed ai bordi delle falesie. L’insieme ricorda l’Irlanda,
Le “rias” sono dei profondi estuari tramite i quali i fiumi si gettano nell’Atlantico. Sovente, durante l’alta marea, l’acqua dolce viene spinta indietro per chilometri.

 


ria di Vigo

 

Molto spesso le case sono coperte da grandi superfici vetrate, che le proteggono da vento, umidità e salsedine. La località principale attraversata dal Cammino Portoghese è Pontevedra, capoluogo di provincia.

La costruzione più caratteristica della zona è l’horreo: un piccolo granaio familiare. Se ne trovano a centinaia ed alcuni sono delle vere opere d’arte.

 


horreo

 

Diffusissimi sono anche i cruceiros: colonne scolpite nel granito e sormontate da crocefissi.

 


cruceiro


Per raggiungere la zona interessata è possibile utilizzare il volo “low cost” da Pisa ad Oporto. Da questa città si prosegue per Valenca do Miño in treno od in pullman (quelli della soc. AUTNA partono direttamente dall’aeroporto).

Questa cittadina si trova presso il confine con la Spagna.  In essa è disponibile un albergue ed è possibile far firmare la credenziale nell’ufficio turistico sito nel viale, che conduce al secolare ponte di ferro sul fiume Miño e quindi alla Galizia.

La città spagnola di confine è Tui, che meriterebbe una visita approfondita. La sua cattedrale-fortezza è veramente molto interessante ed inserita in un ambiente urbano gradevole.

Il percorso a piedi, che da qui ci ha portati a Santiago di Compostella, è il seguente:

  1. Tui – Redondela di 30 chilometri
  2. Redondela – Pontevedra di 21 chilometri
  3. Pontevedra – Caldas de Reis di 22 chilometri
  4. Caldas de Reis – Patron di 21 chilometri
  5. Patron – Santiago di 22 chilometri

Le diverse documentazioni consultate non concordano molto su questi chilometraggi. Su tutto il percorso, comunque, ci sono numerosissimi cippi indicanti la distanza da Santiago.

Per chi lo preferisse, è possibile dividere la prima tappa, prevedendo un pernottamento a Porrino e quindi camminare per sei giorni. Questa scelta è quasi obbligata per chi iniziasse il cammino da Valenca do Miño, che si trova circa quattro chilometri più a sud del centro di Tui.

Noi siamo arrivati a Tui nel primo pomeriggio, abbiamo preso alloggio in una vecchissima e particolarissima pensione (hostal Generosa) situata la centro del paese. Abbiamo dedicato il pomeriggio alla visita della città ed abbiamo iniziato il cammino nel mattino successivo.

 


vista di Tui arrivando dal Portogallo

 

TUI – REDONDELA

Si esce da Tui passando davanti alle chiese di San Domenico e San Bartolomé.

Il percorso è ben segnalato e si sviluppa in bellissime zone boscose. Spesso si costeggia, attraversa ed a volte (purtroppo) percorre la strada statale N-550, che ci accompagnerà fino a Santiago.

L’inizio è molto piacevole ma ci aspetta un tratto assolutamente anomalo, che fa gridare vendetta al pellegrino: circa cinque chilometri di zona industriale trafficata e maleodorante.
Per fortuna c’è il marciapiede!

Al termine di questo purgatorio si trova un sovrappasso in ferro, che scavalca la ferrovia.

Nell’abitato di Porrino c’è una piccola e rilassante piazza alberata con panchine.

Uscendo dalla città ci si ritrova in zone a vocazione agricola.  Davanti ad una piccola casa  troviamo una fontanella ed una statua di granito rappresentante una contadina in abiti tradizionali.

Mentre riempiamo le borracce si materializza davanti a noi proprio lei, la Maria Maddalena rappresentata nel monumento. E’ una simpatica e ciarliera  ottantaquattrenne, che ci racconta della statua, dei versi che vi ha fatto incidere e ci prega di non deporvi fiori finché lei sarà ancora in vita.

Da qui in avanti ci aspetta un alternarsi di asfalto e terra battuta, con  i primi veri saliscendi del nostro percorso.

Prima di iniziare la discesa verso Redondela, incontriamo la cappella di Santiaguiño de Antas con una piacevole area di pic-nic.

Giunti in città ci si dirige verso il centro e si raggiunge la “casa torre”, che funge da albergue ed è forse la più bella e funzionale struttura situata in Galizia. L’apertura è alle 17,00.

 


albergue di Redondela

 

REDONDELA – PONTEVEDRA

Usciamo da Redondela, città sovrastata da alti viadotti, ed affrontiamo una lunga salita con una impagabile vista sulla ria di Vigo, il grande ponte autostradale e gli allevamenti di molluschi bivalvi.

Il punto più piacevole e caratteristico di tutta la tappa è il ponte di Pontesanpaio, dove si svolse una grande battaglia tra gli Spagnoli e le truppe napoleoniche.

 


Pontesanpaio


Superato il ponte, troviamo a destra una bella area di relax ed a sinistra una stradina in salita, che ci riporta in campagna.

Presto incontriamo la prima di diverse deviazioni “provvisorie”, che ci costringono a giri viziosi.

In questo caso occorre aggirare un ponte non percorribile nelle vicinanze  di un capannone adibito a locale di  salatura delle acciughe.

Dopo molte salite e tantissimo fango si scende verso Pontevedra (capoluogo di provincia) e si raggiunge il suo moderno albergue, adiacente alla stazione ferroviaria.

L’apertura è alle 16,00,  Non esprimo giudizi sul personaggio, che ci ha ricevuti perché ho in passato usufruito di quella struttura e vi ho trovato persone affabili e premurose. In ogni caso, dopo numerosi inviti a cercarci un hotel “ce ne è uno proprio qui davanti…” si è rassegnato alla nostra presenza.

Il centro di Pontevedra è assai interessante. Merita una visita il santuario della Madonna Pellegrina con la pianta a forma di conchiglia.

 

PONTEVEDRA – CALDAS DE REIS



albergue di Pontevedra


Piove. E’ domenica e ci fermiamo nella chiesa di San Francisco per la messa.

Dopo aver percorso il famoso ponte di Burgo, lasciamo la città. Purtroppo le indicazioni si perdono nei meandri della periferia e, per evitare problemi, ci avviamo lungo la N-550.
Nei pressi di Alba troviamo chi ci spiega come ritrovare il percorso del Cammino, che raggiungiamo con una faticosa deviazione in discesa.

Attraversiamo boschi di pini ed eucalipti. Le poche radure sono invase da giovani piante di mimosa.

Non mancano gli alberi di agrumi, ma in genere si trovano nei giardini delle case. Alla fine di una lunga salita incontriamo, uno di fronte all’altro, un castagno circondato dai suoi ricci rinsecchiti ed un limone carico di bellissimi frutti.

Vorremmo fermarci presso la famosa ed apprezzata fonte di San Amaro, ma piove e quindi cominciamo a scendere verso Caldas, dove già gli antichi Romani sfruttavano le acque termali. Attraversiamo vecchie vigne, i cui pali di sostegno sono monoliti di granito, che da queste parti è stato usato moltissimo.

A Briallo ci sarebbe un piccolo albergue, ma ci rechiamo a Caldas de Reis dove prendiamo alloggio presso l’hotel O Cruceiro, abbastanza modico e gestito da persone simpatiche. Girando per il paese troviamo una fontana termale a disposizione di tutti.

 


Caldas de Reis

 

CALDAS DE REIS – PATRON

Il  percorso si dipana per boschi e zone rurali.

Incontriamo la chiesa di Santa Mariña de Cariacelo. Ci inoltriamo per boschi e sentieri fangosi.

Dopo l’attraversamento di fitti cespugli di  mimose e l’incontro con un gregge di pecore, troviamo una struttura in legno con panchine.

Mentre aspettiamo chi è rimasto indietro, incontriamo gli unici pellegrini  di tutto il percorso: sono tre tedeschi diretti verso sud. Non abbiamo capito se erano di ritorno dal pellegrinaggio a Santiago od avevano proprio scelto di andare contro corrente.

Questa era una zona di mulini ad acqua, dei quali sono ancora visibili alcuni ruderi.

Dopo aver attraversato il rio, troviamo un self-sercice (autoservicio) dove ci confezionano dei panini monumentali.

Entriamo in Patron attraversando un bel viale alberato, che costeggia il fiume.

Arrivati ad un antico ponte in pietra, vediamo dall’altra parte del fiume la mole della chiesa del Carmen, al cui lato si trova l’albergue.

Si tratta di una bella struttura realizzata in una casa antica.

Finalmente troviamo un orario di apertura accettabile, che copre in pratica tutto il pomeriggio.

 


Patron e convento del Carmen

 

PATRON – SANTIAGO

E’ l’ultima tappa!

Forse è arrivata troppo presto, ma alcuni di noi cominciano ad essere stanchi e lamentano fastidiose vesciche sotto i piedi.

Molto presto incontriamo il grande santuario della Escravitude. Naturalmente lo troviamo chiuso.

Anche oggi piove.

Da qui ci inerpichiamo sui colli più alti di tutto il tragitto.

A Rua do Francos incontriamo, nei pressi di una chiesetta, un antico e particolarissimo cruceiro gotico. Ne vedremo uno simile a  Fisterra.

 


cruceiro gotigo

 

Il percorso è quasi tutto in zone boscose. Attraversiamo villaggi di piccoli allevatori di bovini ed improvvisamente, nei pressi di una autostrada, scorgiamo le guglie della cattedrale di Santiago.

Purtroppo da questo momento inizia un avvicinamento lunghissimo e problematico, con deviazioni  penose e mal segnalate.

La periferia con i suoi palazzoni non finisce mai!

Dopo quasi due ore raggiungiamo il centro, nei pressi della piazza di Galizia.

Percorrere gli ultimi metri verso la piazza do Obradoiro è una vera liberazione anche se piove e le strade sono quasi deserte.

Non saprei dire se sono più commossi i miei compagni, che arrivano qui per la prima volta, od io, che lo faccio per la quinta (la terza a piedi).

 




a Santiago

 

SANTIAGO DI COMPOSTELLA E FINISTERRE


Nei due giorni successivi visitiamo  la città e ci rechiamo un pullman a Fisterra e di qui a piedi a Finisterre.

In questo luogo mitico la Galizia ci  concede ben tre ore di tempo splendido.

Rientrati in città dopo un lungo viaggio in pullman, desidereremmo cenare senza aspettare le 21-21,30, come si usa da queste parti.
Fortunatamente ci imbattiamo in una simpatica signora, che parla benissimo l’italiano e gestisce un bar ristorante.
In questo locale propone  tre menù del dia a nove euro e ci  prepara la cena nonostante siano solo le 19,45.
L’indirizzo è: “Quitamerendas” avenida de Lugo, 3. Cioè nel viale della stazione ferroviaria a meno di 10 minuti dalla piazza di Galizia.

 


capo Finisterre

 

RITORNO

Torniamo in Italia, con volo low-cost da Santioago Labacolla e scalo a Londra Standses.

 


pellegrini accampati in aeroporto (Londra Standsed)

 

CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI


Il Cammino Portoghese in Galizia è molto piacevole anche se più urbanizzato di quello Francese.

Nonostante la pioggia intermittente, crediamo di aver indovinato il periodo migliore per percorrerlo: fine inverno.

La città di Tui è veramente bella: una sorpresa!

Anche su questo percorso la gente (specialmente i non più giovani)  è affabile ed accogliente. Ci si sente come a casa propria.

 


arrivederci a Santiago!

 

 

 
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