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Breve storia del cammino di Santiago di Compostela

Fino dai tempi di S. Elena, madre di Costantino il Grande, i Cristiani hanno desiderato, cercato e trovato (con una abbondanza quanto  meno sospetta) oggetti e resti di persone, che fossero stati a contatto col Signore durante la sua vita terrena.

Erasmo, con il suo sarcasmo non sempre costruttivo, scriveva che con i frammenti della “vera croce”  sarebbe stato possibile costruire una intera  nave.

Ad una società così desiderosa di avere a disposizione questi strumenti di fede, apparve del tutto plausibile che nell’anno 830 in Galizia  (quindi a migliaia di chilometri da Gerusalemme dove era stato ucciso quasi otto secoli prima) fosse  rinvenuto il corpo dell’apostolo Giacomo il  Maggiore, fratello di Giovanni e figlio di Zebedeo e Salomè.

L’importanza del personaggio e la quasi impossibilità di  recarsi a Roma o Gerusalemme,  fecero sviluppare in maniera esponenziale il numero dei pellegrini, che da tutta Europa si spingevano fino al confine del mondo allora conosciuto. Il re Alfonso II  fece costruire un santuario, che  per molti secoli fu la meta di persone appartenenti a popoli di diversa origine, che proprio sulle strade si Spagna cominciarono a frequentarsi ed a conoscersi..  Si trattò di un grande  fenomeno di costume oltre che di devozione.

Il Codice Callistino (Liber sancti Iacobi) e  la  Guida del Pellegrino, entrambi scritti nel XII secolo, contengono indicazioni, suggerimenti e regole per chi si avviava verso Santiago, affrontando ogni tipo di sofferenza e pericolo.
Dante scrisse  che “ in  modo stretto non si intende peregrino se non chi va verso la casa di san Iacopo”.

Naturalmente non mancarono  eccessi ed abusi, tanto che nei territori attraversati furono promulgate leggi molto severe verso chi dava l’impressione di approfittare di questo fenomeno per scopi illeciti. Lutero nella sua “Riforma” proibì i pellegrinaggi ed Erasmo criticò questa pratica di fede in molte delle sue opere.

Il consolidamento  dei grandi  stati nazionali (cristiani) e le guerre, che questi scatenarono in ’Europa, riuscirono a fare ciò, che non fu possibile ai Saraceni: i grandi pellegrinaggi furono gradualmente abbandonati.

Tale decadenza però non interessò i “piccoli” santuari di importanza locale, che anzi continuarono a svilupparsi. Segno questo che il pellegrinaggio è profondamente radicato nella cultura umana in generale e cristiana in particolare.

Attorno al 1950, nella Spagna  straziata e stracciata dalle mostruosità della  guerra civile e della dittatura, qualcuno riprese a camminare verso la tomba dell’apostolo Giacomo. Le motivazioni di questo viaggio a piedi non erano più unicamente religiose. Cultura, sport e turismo facevano da cornice ad un sentimento di devozione ancestrale, risorgente nei cuori di pellegrini di ogni provenienza.

Nel 1987 il Consiglio d’Europa  dichiarò il pellegrinaggio verso Santiago di Compostella  primo itinerario culturale d’Europa.

Sicuramente l’attuale sviluppo di questa grandissima espressione di umanità è stato favorito dallo spopolamento e dal sottosviluppo (ormai scomparso) delle terre attraversate. Tutto ciò ha reso agevole tracciare sentieri dedicati ai pellegrini ed offrire pasti e pernottamenti a basso costo.

Attualmente a Santiago de Compostela confluiscono il Camino Frances (quello più conosciuto e frequentato), il Camino de Forsagrada, la Via de la Plata, il Camino del Norte, il Camino Ingles, il Camino de Fisterrra, la Ruta del Mar ed il Cammino Portoghese.

Durante tutto l’anno (con una piccola pausa nei mesi più freddi) il Camino Frances è  percorso da un flusso continuo di pellegrini di ogni nazionalità. Il numero delle tappe e quindi la località di partenza variano a seconda delle possibilità di ognuno.
Comunque il cammino classico inizia in territorio francese a Saint Jean Pied de Port e consta di circa 30 tappe per un totale di 750 chilometri.



concha

 


Monte del gozo



Leon



Mansilla de las mulas



Pontevedra



Santiago

 


Credenziale

 
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