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Avigliana – Collina morenica di Rivoli – Rivalta - Stupinigi – Torino - Moncalieri (con eventuale variante per Sant’Antonio di Ranverso)
Tappa di circa 29 chilometri (più 3,5 se si passa da Ranverso) lungo la variante valsusina della via Francigena. Si tratta di un percorso molto vario ed abbastanza lungo, che utilizza inizialmente sentieri collinari immersi nei boschi della collina morenica ed in seguito piste ciclabili parallele al torrente Sangone. La tappa è comunque prevalentemente pianeggiante e non troppo impegnativa. La parte boschiva nella zona di Buttiglieara Alta, Reano e Rosta è la più piacevole ma in essa è facile perdersi perché ci sono moltissimi sentieri, che si intersecano, dividono e riuniscono in continuazione. In alcuni tratti si percorre la via dei pellegrini: un antico tracciato che tocca antichi luoghi di culto della zona.
 Avigliana panorama
La tappa ha inizio davanti alla antica chiesa di San Pietro in Avigliana, che lasciamo. alla nostra sinistra salendo lungo la strada lastricata. Molto presto imbocchiamo la prima viuzza a sinistra allo scopo di raggiungere il piazzale (con parcheggio e cappella di San Claudio) a fianco dei campi da gioco parrocchiali. Si percorre la via O. Nota in salita (breve pista ciclabile) per poi svoltare a destra in via Reano, lungo la quale, uscendo dal centro abitato, si incontra la prima di diverse paline in legno; questa indica “U Tubu”. Al chilometro 1,5 la carreggiabile si inerpica verso destra ma noi proseguiamo (ci sono balaustre in legno ed in ferro) dritto imboccando la sterrata fra gli alberi. Per un lungo tratto si costeggia la recinzione di un campo da golf e la cinta muraria molto rovinata di una fabbrica diroccata (forse un ex opificio militare). I ruderi più vistosi sono una torre con serbatoio ed una ciminiera. Al chilometro 2,0 si incontra una garitta abbandonata: tenere la sinistra costeggiando il vecchio muro.
 Buttigliera Alta
Al chilometro 2,6 si raggiungono alcune villette del comune di Buttigliera Alta. La sterrata (asfaltata per un centinaio di metri) finisce ad un incrocio. La palina di legno indica “Borgata Truna”. **Da questo punto, chi lo desidera, può deviare a sinistra fruendo del la variante per **Sant’Antonio di Ranverso, il cui tragitto è descritto in fondo a questo documento. Si imbocca la sterrata che, leggermente più a destra, è la prosecuzione di quella appena percorsa. Un cartello di legno indica Reano. All’ingresso della sterrata c’è un segnale di divieto di transito e dopo pochi metri si incontrano una cappella (della Consolata) immersa nel bosco ed una bacheca della via dei pellegrini. Al chilometro 3,7 ci si immette in una strada asfalta e dopo 700 metri si trova uno stop: siamo in via monte Cuneo e ci immettiamo (svoltando a destra) in via Reano, che percorriamo per mezzo chilometro fino al numero 117. Abbiamo già percorso quasi 5 chilometri ed imbocchiamo la sterrata che troviamo sulla sinistra, una quindicina di metri dopo la recinzione della villa.
Nel bosco di Reano
Dopo 150 metri incontriamo un bivio; la strada prosegue in piano verso i campi ma noi giriamo a destra e cominciamo a salire; ci sono alcuni incroci con altri sentieri: tenersi sulla destra, Al chilometro 5,2 incrociamo un sentiero molto ben battuto (nei giorni festivi vi transitano molte biciclette), che imbocchiamo girando a sinistra. Questo “incrocio” si riconosce per dei segni di vernice rossa e gialla sui tronchi degli alberi. Dopo un centinaio di metri si incontra la via dei pellegrini. Questo incrocio è identificato da una betulla segnata di rosso e da un paletto di legno con un simbolo formato dalla fusione di una V ed una P. Giriamo a destra e dopo poco incontriamo una bacheca alla quale però manca il classico “voi siete qui”. Proseguiamo sempre lungo il sentiero principale; attenzione al chilometro 6,4 (sul limitare di un grande campo in piano) c’è una deviazione a destra che non ci riguarda anche se sembra più battuta). Sul lato sinistro della strada è visibile un cippo in pietra su cui sono scolpite alcune lettere ed il numero 1740. Al chilometro 6,8 è segnalato e ben visibile un masso errantico e poco dopo una bacheca indica “roc pera grosa” si nota anche una serie di cartelli relativi a piste per mountain bike. Si procede diritto (seguendo ancora la via dei pellegrini) in direzione dello stagno Pessina. Al chilometro 7,2 il sentiero si immette in una strada più grande, che verso sinistra è asfaltata (vi si distinguono alcune case di Rosta): occorre girare a destra sulla carreggiabile sterrata. **Da questo punto chi ha scelto la variante per Sant’Antonio di Ranverso rientra **nel percorso comune. Dopo circa 200 metri incontriamo l’area attrezzata dello stagno Pessina. Vi si trovano panche e tavoli, una fontanella e una cappella eretta dagli alpini rostesi.
 Stagno Pessina
Da qui occorre seguire i cartelli che indicano Villarbasse. Nell’eventualità che le indicazioni non fossero più disponibili, basta mantenersi sulla strada più larga ed in discesa. Al chilometro 8,5 la carreggiabile diventa asfaltata e costeggia alcune case sparse. Dopo circa 300 metri troviamo il bivio verso la frazione Vigne, ma proseguiamo a sinistra verso Villarbasse. Per un tratto la strada è costeggiata da due muri alla cui fine si entra nella frazione Corbiglia; proseguendo dritto si incrocia la provinciale Villarbasse-Rivoli, che va attraversata per dirigersi verso la frazione Roncaglia. Siamo al chilometro 10.
La frazione di cui sopra dista appena 500 metri; la sua prima costruzione è una cappella dedicata a San Bernardo alla cui altezza si gira a destra (cartello Rivalta 3,5). La strada è una bella e comoda sterrata, ombreggiata da castagni e querce.
verso Rivalta
In breve troviamo un bivio e giriamo a sinistra. Da qui basta seguire la sterrata, che al chilometro 13 entra in Rivalta all’altezza della chiesetta dei Santi Sebastiano e Grato. La strada adesso è asfaltata e si chiama via Umberto I. Siamo in paese: osservare sulla destra due singolari costruzioni utilizzate dall’acquedotto (con fontanella). All’altezza della chiesa di Santa Croce (altra fontanella) la via cambia nome e diventa via Bocca. Passando sotto l’arco della torre dell’orologio si entra nel centro storico. In piazza Bionda costeggiare l’antico portico e dirigersi verso la chiesa dei Santi Pietro ed Andrea (campanile alto in mattoni) in piazza Camosso. Superata la piazza si gira a destra in via Einaudi, che va percorsa fino al ponte sul Sangone (siamo al km.15,7 dalla partenza). Si tratta di una strada trafficata e con banchine strette, che seguiamo fino ad una rotatoria, che precede di qualche decina di metri il ponte, che attraversiamo sul lato sinistro. E’ consigliabile (per evitare il traffico automobilistico) seguire questa variante: - da piazza Bionda girare a DX in via Bianca della Valle, che diventa via Roma e poi via Salvo D’Acquisto. - All’incrocio con via Marconi girare a SX e poi a DX in via Modesto Moriondo. - La via finisce in un prato e diventa un viottolo, che sbuca presto nella pista ciclabile. - Girare a SX ed attraversare la SP per imboccare la ciclabile verso Borgaretto. Da qui cominciamo a seguire la pista ciclabile asfaltata e dotata di diverse aree di sosta con tavoli e panchine, che costeggia il torrente fino a Borgaretto. Dopo un chilometro il sentiero ciclo pedonale si divide; noi proseguiamo a sinistra costeggiando il greto. Dopo un altro chilometro incontriamo un’area di sosta con tavoli e panchine. Successivamente passiamo sotto un ponte ed al chilometro 20,5 raggiungiamo il semaforo, che ci permette di attraversare la strada per Pinerolo e proseguire. Una pista ciclabile, che costeggia la strada per Borgaretto, ci permette di superare l’autostrada all’altezza del casello. Al chilometro 22,5 si entra nell’abitato di Borgaretto (cartello a destra e campanile davanti a noi). Continuare dritto imboccando la via Galilei, che va percorsa per circa 500 metri (si passa a fianco della chiesa) fino all’incontro con la via Stupinigi che si imbocca girando a destra. Questa via, che ha la particolarità di deviare a sinistra (dopo circa 150 metri), finisce presso una cabina dell’Enel, dove parte un sentiero sterrato che ci porta (passando sotto un arco di mattoni) nel grande viale alberato, che conduce alla palazzina reale di Stupinigi. Percorrere il viale verso sinistra (in direzione Torino) per circa 300 metri fino al semaforo all’altezza del quale occorre girare a destra (km. 24), immettendosi pista ciclabile Stupinigi-Vallere (in realtà si tratta del bordo di uno stradone diviso dalla carreggiata principale da barriere).
 Stupinigi
Alla fine del cavalcavia, che ci permette di superare la tangenziale occorre seguire la ciclabile di sinistra (km. 25 direzione Vallere passando accanto alla chiesa di san Damiano, che dobbiamo tenere alla nostra SX) e non quella (molto più evidente) che entra in Nichelino. Al chilometro 25,7 attraversiamo (semaforo) via Cacciatori. La ciclabile attraversa il parco del Boschetto, supera ancora una volta il torrente Sangone e raggiunge il mausoleo della Bela Rousin (ora siamo nel comune di Torino).
 Mausoleo Bela Rousin
Girare a DX immediatamente prima del Mausoleo e proseguire sulla ciclabile in mezzo ai prati. In breve (km. 27) raggiungiamo una serie di campi di calcio (a DX) ed orti (a SX). Il tratto lungo i campi misura circa 500 metri ed al suo termine occorre dirigersi verso il corso, che va attraversato al’inizio del ponte nuovo sul Sangone (confine tra Torino e Nichelino). La pista ciclabile riprende e costeggia il Sangone fino a Moncalieri all’altezza della passerella, che, attraversando corso Trieste, permette di accedere al parco delle Vallere. La pista ciclabile entra nel territorio urbano di Moncalieri all’altezza di un magazzino di prodotti per l’edilizia. Si procede diritto lungo il recinto della scuola e si passa sotto la ferrovia utilizzando un cunicolo stretto e buio. Si gira a destra in via Ponchielli, poi a sinistra in via Vico. Si attraversa corso Roma al semaforo, si gira a destra (sempre in corso Roma) sul ponte (si tratta sempre del torrente Sangone, oramai prossimo alla fluenza nel Po) e poi a sinistra in via Bosso.
. Moncalieri: municipio e chiesa di Santa Maria dellaSscala
Superato il corso Trieste tramite la passerella pedonale troviamo sulla sinistra l’ingresso del parco delle Vallere (km. 29,5) e l’inizio delle zone alberate, che affiancano il corso del Po praticamente lungo tutta la città di Torino.
Verso est (dopo il fiume Po) si trova il centro della città di Moncalieri, raggiungibile anche con il bus n° 45.
* VARIANTE PER L’ANTICA ABBAZIA DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO *
Una decina di metri dopo la palina di legno indicante “Borgata Truna” si gira a sinistra lungo la strada in discesa (via Braida vecchia), che si percorre per circa 600 metri sino all’incrocio con corso Laghi.
Si gira a destra e si percorre il marciapiede sino al semaforo; qui si attraversa dirigendosi a sinistra verso la chiesa parrocchiale.
Da qui percorrendo la via San Marco si raggiunge via Stazione di Rosta (pista ciclabile) che si imbocca girando a destra.
La Sacra adesso è dietro di noi…
Si tratta di una tranquilla strada di campagna, che si percorre sino ad incrociare ed imboccare (verso sinistra) la strada, che porta a Sant’Antonio di Ranverso (siamo circa a 4,2 chilometri dalla borgata Truna)..
L’abbazia (entrata a pagamento dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,30) non è in buonissimo stato. Il polittico di Defendente Ferrari, che sovrasta l’altare, fu commissionato dai cittadini di Moncalieri (meta della tappa di oggi) nel 1531.
Visitata l’abbazia, che fu per secoli tappa e rifugio di molti pellegrini, si percorre a ritroso la strada precedente fino ad incrociare (dopo 900 metri) la via Stazione di Rosta, che questa volta va attraversata.
Imboccare il sentiero (chiuso da una sbarra) all’altezza dei ruderi della “casin-a- nova”; che si lascia a Sx proseguendo dritto sempre dritto, si attraversa una strada asfaltata e ci si dirige verso la chiesa della Madonna dei Boschi.
Dopo la chiesa (2,1 chilometri da Ranverso) ci dirigiamo lungo una strada in salita tenendo alla nostra sinistra un parcheggio ed alla nostra destra dei giardini con giochi e panchine. Attraversiamo la via Fornero, costeggiamo due case (numeri 56 e 54) per imboccare un sentiero ben tracciato che attraversa un grande bosco di castagni.
Ad una distanza di 600 metri dalla chiesa della madonna dei boschi chilometro troviamo un bivio (andare a DX e poi subito a SX), in seguito un altro ad 800 (andare a sinistra); a circa un chilometro transitiamo sotto un traliccio dell’alta tensione.
Il sentiero termina incrociando una rotabile sterrata, che imbocchiamo verso destra e che, dopo circa 500 metri, ci porta sul tracciato principale (km 3,7 da Ranverso) nei pressi dello stagno Pessina.
Tutta la Variante qui descritta comporta circa 8 chilometri e duecento metri, ma ne fa risparmiare 4 e 600.
* FINE VARIANTE DI RANVERSO *

 
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